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Calcio

Dimarco, lo scudetto non basta: dopo la festa con l'Inter vuole un trionfo anche con l'Italia

Andrea Ramazzotti
Dimarco, lo scudetto non basta: dopo la festa con l'Inter vuole un trionfo anche con l'ItaliaN/A
Nel 2021, l'anno dell'Europeo vinto con Mancini, Fede era in prestito a Verona, mentre ora è una delle colonne nerazzurre e pure dell'Italia

Tre anni fa, quando gli azzurri alzavano al cielo di Wembley la coppa di campioni d'Europa, Federico Dimarco non era ancora... Federico Dimarco. Anzi, non era la versione attuale di Federico Dimarco ovvero, numeri alla mano, uno dei migliori esterni sinistri del Vecchio Continente. Un giocatore che l'Inter ha blindato fino al 2027 raddoppiandogli lo stipendio (fino a 4 milioni netti più bonus) pur di non fargli venire tentazioni di mercato. Possibili anche per uno come lui che comunque è legatissimo alla maglia nerazzurra e che, conquistando lo scudetto 2023-24, ha realizzato il suo sogno da bambino, quello di trionfare con la maglia della sua squadra del cuore. Dimarco ha grandi meriti per questa crescita esponenziale che lo ha portato da essere un giocatore mandato in prestito dall'Inter per fare esperienza a titolare sia in nerazzurro sia in azzurro. Perché non ha mai mollato quando un paio di esperienze lontano da Milano non sono andate come sperava e perché ha assorbito come una spugna tutti gli insegnamenti che gli sono arrivati soprattutto da un tecnico del valore di Juric, abile a completarlo tatticamente. La svolta della sua carriera è arrivata nella primavera 2021, quando Conte, vinto lo scudetto, ha deciso di lasciare l'Inter e al suo posto è arrivato Inzaghi.

L'ex ct azzurro non "vedeva" Fede, mentre Simone nel precampionato si è convinto a dargli una chance e ha stoppato la partenza (le società interessate c'erano). Il resto lo ha fatto il numero 32, condizionato dall'impegno part time e dalla presenza di Perisic nel 2021-22, ma esplosivo e infermabile dal 2022 in poi. Prima Mancini e poi Spalletti lo hanno sempre inserito tra i convocati e proprio il Mancio, utilizzandolo con costanza come quinto a sinistra, ha spazzato via gli ultimi dubbi di Inzaghi che inizialmente lo vedeva più come marcatore di sinistra nella linea a tre dietro e che dall'ottobre 2022 lo ha spostato a sinistra. Adesso Fede su quella fascia vola, sforna cross e assist e fa venire il mal di testa agli avversari che se lo trovano di fronte. In Italia i migliori nel ruolo sono lui e Theo Hernandez. Soltanto che Dimarco si è preso l'ultimo scudetto e negli ultimi 6 derby ha sempre festeggiato a spese del francese. Dimash, questo il soprannome con cui lo chiamano i compagni alla Pinetina, sogna che questo 2024 per lui meraviglioso non finisca mai e pensa a un'estate con altre soddisfazioni. La festa per le strade di Milano e poi a San Siro con la coppa dello scudetto gli sono rimaste sulla pelle (si è fatto un nuovo tatuaggio...), ma non hanno saziato la sua fame.

Stavolta vuole vincere con la maglia azzurra e non con quella nerazzurra. Spalletti ha fiducia in lui e sabato Federico sarà sull'out mancino nel match contro l'Albania: collezionerà la presenza numero 20 con la Nazionale. Non molte? Vero, ma in una rosa di 26 elementi che ne ha ben 11 sotto quota 10, non sono neppure poche. E comunque Dimarco è diventato uno dei simboli della rosa. Il suo status lo ha certificato con gol spettacolari come quello da metà campo (o quasi) contro il Frosinone, ma soprattutto con decine di cross e di sgroppate sulla fascia. Tanto che il suo sponsor tecnico, l'Adidas (lo stesso della Nazionale) lo ha immortalato in maxi cartelloni pubblicitari esposti in tutta Italia. Uno in particolare è a Milano, accanto alla sede dell'Inter. La crescita di Dimarco non è ancora finita e questo Europeo può certificarlo.

Fonte: Gazzetta.it