La IndyCar Series è uno spettacolo per gli appassionati di motori: adrenalina allo stato puro, senza pari.
L’IndyCar Series è il maggiore campionato automobilistico statunitense per vetture a ruote scoperte. Non si tratta di una formula aperta: i team infatti sono obbligati ad acquistare telai, motori e pneumatici indicati dalla federazione, che sceglie i fornitori ogni tre anni.
In oltre 115 anni storia questa competizione ha regalato gare mozzafiato, che nel corso del tempo sono cambiate radicalmente, sia nelle vetture che nei tracciati.
L'IndyCar affonda le proprie radici nel campionato automobilistico americano fondato nel 1905 dall'American Automobile Association (AAA), organo che nel corso degli anni è cambiato in United States Auto Club (USAC), Championship Auto Racing Teams (CART), Indy Racing League (IRL), fino ad arrivare all'odierna IndyCar Series, istituita nel 2011.
Negli anni '60, piloti e proprietari di scuderie con un background di corse su strada iniziarono a insinuarsi nel campionato: tecnologia, velocità e soprattutto costi aumentarono rapidamente. Il campionato continuò a essere dominato da piste ovali, ma vennero aggiunte anche alcune gare su strada per accontentare i nuovi arrivati. I tracciati sterrati vennero poi eliminati dopo il 1970.
Dal 1997 in poi, l’IndyCar ha subito una serie di modifiche. Per prima cosa venne cambiato il regolamento tecnico, con l’introduzione di nuovi motori aspirati e nuovi telai.
Nel 2005, furono introdotti i tracciati stradali nella competizione: fino a quel momento, infatti, tutto si svolgeva su tracciati ovali.
Nel 2019, il campionato è stato acquistato da Roger Penske, proprietario dell'omonimo team.
Tutte le auto sono uguali e il telaio è costruito dal marchio italiano Dallara. I motori, prodotti da Honda o Chevrolet, sono V6 turbo da 2.2 litri e sviluppano una potenza di circa 700 cavalli.
Le gare si corrono su tracciati ovali o stradali, la più importante di queste è la storica la 500 miglia di Indianapolis.

I punti sono assegnati a tutti i piloti in gara: al 1° vanno 50 punti mentre al 25° ne vanno 5. Ci sono però delle eccezioni nell’assegnazione dei punti validi per il campionato:
Quella del 2021 è la 26ª stagione della IndyCar Series, la 100ª del campionato americano auto da corsa.
L’IndyCar Series è un campionato spettacolare e incerto, scopriamo insieme chi sono i piloti più promettenti della stagione:
Il campione in carica è Scott Dixon: 41 anni, neozelandese, leggenda vivente di questo sport con 6 titoli Indy e una 500 miglia di Indianapolis in carriera. È lui l’uomo da battere.
Alla quinta stagione col Team Penske, con cui ha già vinto due titoli nel 2017 e 2019, Josef Newgarden vuole tornare campione. Lo statunitense ha talento ed esperienza, lotterà sicuramente per il titolo.
Il nuovo che avanza si chiama Patricio O’Ward e viene dal Messico: classe 1999 e già 3 stagioni di Indy alle spalle. L’obiettivo è migliorare il quarto posto dello scorso anno.
Altro giovane terribile è Álex Palou: 24 anni, catalano, alla seconda stagione in Indy. Occhi puntati anche su di lui.

Chi erediterà lo scettro di campione di Scott Dixon? Queste le date dei GP del 2021:
| Numero | Data | Gara |
| 1 | 18 aprile | Honda Indy Grand Prix of Alabama |
| 2 | 25 aprile | Firestone Grand Prix of St. Petersburg |
| 3 | 1 maggio | Genesys 300 |
| 4 | 2 maggio | XPEL 375 |
| 5 | 15 maggio | GMR Grand Prix |
| 6 | 30 maggio | 500 Miglia di Indianapolis |
| 7 | 12 giugno | Chevrolet Detroit Grand Prix |
| 8 | 13 giugno | Chevrolet Detroit Grand Prix |
| 9 | 20 giugno | REV Group Grand Prix at Road America |
| 10 | 4 luglio | Honda Indy 200 at Mid-Ohio |
| 11 | 8 agosto | Music City Grand Prix |
| 12 | 14 agosto | Big Machine Spiked Coolers Grand Prix |
| 13 | 21 agosto | Bommarito Automotive Group 500 |
| 14 | 12 settembre | Grand Prix of Portland |
| 15 | 19 settembre | Firestone Grand Prix of Monterey |
| 16 | 26 settembre | Acura Grand Prix of Long Beach |